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| Specie inserite in Direttiva Habitat. |
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·Gambero di
fiume
(Austropotamobius pallipes) |

Foto: Paolo Paolucci
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È specie dalle esigenze ecologiche
piuttosto strette (temperature non superiori
ai 25° C, acque basiche, elevate concentrazioni
di ossigeno disciolto); abita acque correnti
anche sorgive e si rinviene in torrenti montani
e collinari o più raramente nel tratto
medio dei fiumi maggiori o in laghi naturali
o artificiali. L’accoppiamento si verifica
in autunno, la deposizione 10-40 giorni dopo
e la schiusa delle uova nella tarda primavera.
La maturità sessuale viene raggiunta
al 3° - 4° anno di età. Si nutre
preferibilmente di larve acquatiche di insetti,
invertebrati e piccoli pesci.
La scomparsa della specie da molte località avvenuta
massicciamente all’inizio degli anni ’70 è stata
causata dall’alterazione degli habitat dei
corsi d’acqua e da inquinamento di vario genere
(pesticidi, fertilizzanti, rifiuti organici
e dalla pesca di frodo).
Nella provincia di Padova le popolazioni residue
sono estremamente esigue e limitate ad alcuni
ambienti di risorgiva dell’Alta Padovana e
al medio corso del Brenta.
La presenza del gambero di fiume nei Colli
acquista ancora maggiore valore in considerazione
del fatto che si tratta praticamente di popolazioni
isolate all’interno di un’area ben definita
senza alcuna soluzione di continuità con
le altre zone colonizzate dalla specie nel
territorio provinciale.
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· Cervo
volante
(Lucanus cervus) |
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Foto: Paolo Paolucci |
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Il
maschio è il più grosso coleottero
europeo, potendo raggiungere 80 mm, mentre
la femmina è lunga mediamente 50 mm;
le dimensioni tuttavia sono molto variabili.
Ha corpo robusto, allungato con capo quadrangolare
armato da enormi mandibole lunghe quanto il
capo e il torace insieme.
Abita i boschi di quercia e di castagno, talora,
sui tronchi e sui rami dei salici e dei gelsi.
Vola attivamente nelle ore crepuscolari e si
nutre della linfa che cola dalle screpolatura
delle piante colonizzate. I maschi si affrontano
talvolta in lunghi accaniti duelli per la conquista
delle femmine. Una volta fecondata la femmina
depone le uova ai piedi degli alberi; alla schiusa
le larve si nutrono di humus e poi penetrano
nel tronco, ma in genere scavano le loro gallerie
nelle ceppaie rimaste nel suolo nutrendosi del
legno. Il loro sviluppo richiede circa 5 anni,
alla fine dei quali si trasformano in pupa all’interno
di una sorta di bozzolo fatto cementando detriti
di legno ed escrementi propri, talora all’interno
di una nicchia preparata nel terreno.
È
minacciato dalla ceduazione dei boschi, dalla
pulizia del sottobosco e del soprassuolo forestale.
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· Capricorno
maggiore
(Cerambyx cerdo) |

Foto: Paolo Paolucci
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È uno
dei più grossi rappresentanti della famiglia
in Europa, potendo raggiungere i 50 mm di lunghezza.
Ha corpo allungato ma robusto con antenne del
capo assai più lunghe del corpo nel maschio.
È
specie comune nei querceti, più rara su
altre latifoglie; l’adulto si nutre di foglie,
frutti e linfa. Vola attivamente nelle ore crepuscolari.
Dopo l’accoppiamento che avviene tra giugno e
agosto, la femmina depone le uova fra le screpolature
della corteccia delle grosse querce. La larva,
appena nata dall’uovo, comincia a scavare negli
strati corticali delle gallerie a sezione ellittica;
diventata più grossa lascia la corteccia
per penetrare dentro il legno del quale si nutre.
Giunta a maturazione nell’autunno del
3° o 4° anno, si porta di nuovo verso
gli strati corticali e prepara nella corteccia
un foro ellittico che permetterà poi l’uscita
dell’insetto perfetto.
È
specie minacciata dalla ceduazione dei querceti
e dalla eliminazione delle vecchie piante deperienti,
nonché dalla diminuzione delle superfici
coperte a querceto. È inoltre perseguitata
perché considerata dannosa.
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