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In Europa l’areale riproduttivo della specie
interessa le regioni orientali e centro-orientali.
Nei Colli Euganei è estiva e nidificante,
presente con poche coppie localizzate in alcuni
ambienti dell’area collinare. I siti in cui ne è stata
rilevata la presenza (Sassonegro, M. Orbieso,
M. Lozzo e M. Ricco) si trovano in settori ben
esposti e piuttosto secchi che vengono occupati
irregolarmente negli anni. Tali ambienti di tipo
misto, talora situati ai margini di un bosco
o di una boscaglia termofili, risultano in particolare
costituiti da siepi con cespugli spinosi e rovi,
oliveti, incolti erbosi, filari di mandorli,
vigneti abbandonati e in parte ricolonizzati
da una vegetazione arbustiva spontanea, in cui
non mancano alberi dominanti.
L’arrivo della Bigia padovana nelle località di
nidificazione, che avviene dalla fine di aprile, è reso
immediatamente manifesto dal caratteristico canto
per l’affermazione del territorio e dai frequenti
voli nuziali del maschio finalizzati alla formazione
della coppia. Con l’avanzare dello stadio riproduttivo
il comportamento si fa sempre più elusivo
e diviene allora molto difficile contattarla.
Le modificazioni ambientali degli ultimi decenni,
sottraendo alla specie i più tipici biotopi
riproduttivi in vicinanza dell’acqua, ne hanno
determinato sicuramente un declino in tutto l’areale
di diffusione, non solo del territorio padovano
nei cui siti paludosi Arrigoni degli Oddi (1894)
la dava come nidificante.
Data la ridotta estensione dell’areale riproduttivo
italiano, limitato alle regioni nord orientali,
riveste un notevole interesse il ritrovamento
di nuovi siti di nidificazione per arrivare
ad una conoscenza più precisa dell’attuale
stato e distribuzione della specie.
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