Perdita vegri
Alterazione struttura dei boschi
Degrado zone umide
Degrado boschi di castagno
Disturbo falco pellegrino

    2.Alterazione della struttura dei boschi.

 

TIPO DI MINACCIA:
Alterazione della struttura dei boschi di Quercus pubescens (cod. 91H0) a causa della pratica della ceduazione, dello sviluppo di vegetazione infestante e del rischio di incendio.

DESCRIZIONE:
I boschi di Quercus pubescens, un tempo molto estesi, hanno subito una progressiva riduzione dell’area disponibile, a causa della progressiva messa a coltura di ampie porzioni di territorio. Attualmente anche i boschi residui sono tuttavia minacciati da alcuni fenomeni che rischiano di comprometterne la conservazione:

2.a – Pratica della ceduazione.
L’impiego tradizionale del bosco per la produzione di legna da ardere mediante forme di governo a ceduo, se prolungato nel tempo, tende ad alterare la struttura, la mescolanza e la densità delle specie erbacee.
Boschi di roverella sui Colli Euganei
Boschi di roverella sui Colli Euganei
Boschi di roverella sui Colli Euganei

In particolare il taglio ad intervalli brevi ne accentua il carattere xerotermico, favorendo lo sviluppo di specie associate quali l’orniello, che in alcuni casi arriva a dominare ampiamente il popolamento. Viceversa nelle stazioni più mature e nei casi in cui la ceduazione non sia troppo frequente la roverella tende a divenire dominante e l’orniello (ed eventualmente il carpino nero) tende a scomparire. In questi casi si raggiunge il massimo valore ecologico dell’habitat in termini di biodiversità, di effetto paesaggistico e di ospitalità per la flora e la fauna ad esso associate.

2.b – Diffusione della Robinia (Robinia pseudoacacia).
La pratica della ceduazione favorisce la diffusione della Robinia, specie infestante a rapido sviluppo che attecchisce facilmente nelle zone interessate da tagli ripetuti. La diffusione della Robinia, tende a costituire boschi monospecifici che producono una complessiva perdita di Biodiversità del sistema. Interventi non corretti a livello selvicolturale con scoperture eccessive e altri elementi di disturbo (meccanizzazione sempre più spinta) favoriscono lo sviluppo della Robinia nelle stazioni con terreni più o meno profondi e freschi e dell’Ailanto nelle stazioni più asciutte.

2.c – Incendi.
Gli incendi, oltre a causare un danno economico diretto per la perdita della produzione di legname, comportano gravi danni ambientali quali lo sconvolgimento del paesaggio naturale, il degrado di habitat essenziali alla sopravvivenza della fauna selvatica e la distruzione della vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea con la conseguente erosione del suolo cui frequentemente si associano eventi franosi. Inoltre, in conseguenza ad un incendio, un bosco di alto pregio naturalistico può essere sostituito da specie infestanti (Robinia, Ailanto, Rovi, ecc.) che risultano più competitive nelle condizioni ambientali successive all’incendio.

Ripristino Querceto di roverella.

Salvaguardia Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile.

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