Perdita vegri
Alterazione struttura dei boschi
Degrado zone umide
Degrado boschi di castagno
Disturbo falco pellegrino

    3.Degrado delle zone umide.


LAGHETTO DEI MARONARI

DESCRIZIONE DEL SITO E LOCALIZZAZIONE:

Il sito è localizzato alle pendici occidentali del Monte Venda in prossimità della sella che porta al Monte Vendevolo in Comune di Cinto Euganeo. E’ raggiungibile attraverso la strada forestale che parte da Via Sottovenda in Comune di Galzignano o dalla località Alto Venda in Comune di Cinto Euganeo attraverso un breve tratto di strada sterrata; è altresì raggiungibile dalla località Laghizzolo attraverso la nuova pista forestale nel versante Nord-Nord Ovest dal comune di Vò.
Si tratta di un piccolo invaso naturale che si riempie periodicamente a causa dell’afflusso di acque piovane e di falda provenienti dal soprastante versante del Monte Venda. È costituito da due aree attigue con diversa profondità. Quella orientale è già delimitata da grossi massi posti in opera recentemente dall’Ente Parco, mentre la seconda è ancora allo stato originario con all’interno una notevole presenza di Populus tremula. Dal punto di vista pedologico e geologico il profilo è assimilabile a quello di una torbiera acida che rappresenta nell’area euganea forse l’unico esempio di rilievo di questo genere di ambiente.

L’area presenta un notevole interesse naturalistico per la presenza di una pianta rara in tutto il Veneto Agrostis canina (specie di cui non si avevano in passato notizie certe sulla sua presenza negli Euganei) e di altre specie rare in tutta l’area dei Colli Euganei quali ad esempio:

Carex leporina e Mentha pulegium. Di forte interesse naturalistico in prossimità del bordo dello stagno è anche un popolamento di Genista tinctoria parassitato dalla rarissima Orobanche rapum-geniste (specie nuova per i Colli Euganei).
Accesso al lago
Il laghetto in secca
Ortofoto del sito

Per quanto riguarda i vertebrati il sito è da ritenere notevole per la presenza di varie specie di anfibi quali: Bombina variegata, Bufo bufo, Rana dalmatina, Rana latastei, Salamandra salamandra, Triturus vulgaris. La zona umida, grazie alle numerose pozze che si formano durante la primavera, si presenta adatta alla riproduzione sia degli Anuri che degli Urodeli che vi dimorano; uova di varie specie sono state notate a più riprese negli anni recenti.
All’importanza naturalistica del sito si aggiunge quella storica grazie alla presenza ai bordi di un maturo castagneto da frutto con esemplari secolari di notevoli dimensioni, sicuramente il più noto e frequentato dei Colli Euganei.

Le minacce più immediate sono rappresentate dall’eccessiva e poco regolamentata presenza turistica che provoca calpestio dei suoli ed abbandono di rifiuti. Anche la presenza ormai eccessiva di esemplari di Populus tremula, al centro dell’area umida, rappresenta una minaccia per l’ecologia delle specie minori vegetali sopraelencate, contribuendo all’ombreggiamento del sito, sottraendo acqua e contribuendo altresì all’essiccazione rapida del fondo della torbiera.
E’ raccomandabile per poter salvaguardare l’habitat di Agrostis canina l’esclusione di qualsiasi intervento sul suolo con mezzi meccanici e manuali.


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