Perdita vegri
Alterazione struttura dei boschi
Degrado zone umide
Degrado boschi di castagno
Disturbo falco pellegrino

    3.Degrado delle zone umide.


“LAGO VERDE” TORREGLIA

DESCRIZIONE DEL SITO E LOCALIZZAZIONE:

Il sito in Comune di Torreglia è noto come “Lago Verde” in quanto da decenni la parte meridionale è adibita a pesca sportiva denominata, appunto, Lago Verde.
Si raggiunge dalla strada che collega Torreglia con Abano Terme, attraverso una strada sterrata che passa lo Scolo Rialto che scorre nelle immediate vicinanze. Data la vicinanza dell’area alberghiera delle Terme Euganee è auspicabile nel breve periodo la riqualificazione ambientale del sito, premessa necessaria di una conseguente valorizzazione e fruizione didattico-naturalistica.

Il biotopo è costituito da 6 invasi artificiali originati dall’escavo di argilla per la vicina Fornace di Monteortone. L’escavo è stato abbandonato alcuni decenni fa con un conseguente processo di rinaturalizzazione dell’area; area che storicamente aveva già le caratteristiche di zona umida. La stessa fornace è stata recentemente smantellata. Le prime 4 vasche sono prive di vegetazione arborea in quanto l’uso attuale non è conciliabile con lo sviluppo incontrollato della flora spontanea.

Le vasche collocate in posizione Nord e Nord-Est non subiscono da decenni interventi di tipo colturale. In conseguenza di ciò numerose specie vegetali e animali, anche di grande interesse naturalistico, hanno potuto diffondersi spontaneamente.

Per questo motivo l’area rappresenta una delle zone umide di maggior interesse dei Colli Euganei e merita una particolare attenzione da parte degli enti preposti alla tutela e conservazione della flora e fauna autoctone del territorio.
Vista del lago
Vista del lago
Ortofoto del sito

Di notevole interesse storico-paesaggistico è anche, lungo la sponda dello Scolo Rialto, una lunga fila di vetusti Morus alba, testimoni dell’importanza, nel vicino passato, dell’industria serica nell’area euganea.

La piccola flora spondicola presente annovera specie molto rare nel distretto euganeo prima fra tutte Bidens cernua (osservata fino a tre anni fa), specie in fortissima sofferenza nella Pianura Padana. Notevole è anche un popolamento di Dipsacus laciniatus, lungo le sponde del primo bacino; forse l’unica stazione dei Colli.

Le igrofite di pregio sono rappresentate da Hydrocarhis morsus-ranae e Spirodela polyrhiza.
Le flora arborea è rappresentata da Alnus glutinosa, Salix alba, Populus nigra e Populus alba che formano spesso densi popolamenti.

Nelle immediate vicinanze dei laghi crescono copiosi Fraxinus oxycarpa, Leucojum aestivum, Quercus robur, Typha angustifolia, Bolboschoenus marittimus, Scrophularia ombrosa, tutte specie minacciate dall’antropizzazione in atto nel territorio circostante.
A Nord e a Est del sito è stato effettuato da poco un esteso rimboschimento, grazie a finanziamenti regionali e comunitari, che potrebbe rappresentare in futuro un’estensione del sito, favorevole quindi soprattutto all’insediamento di varie specie avicole.
Tra l’area umida e il rimboschimento si estende un’area prativa di discrete dimensioni che si presta ad una differenziazione delle presenze faunistiche autoctone nella zona.
L’avifauna annovera varie specie fra cui: Remis pendulinus (nidificazione accertata durante un sopralluogo), Ardea cinerea, Anas platyrhinchos, Gallinula chloropus e Alcedo atthis.
Tra gli anfibi è stata accertata la presenza di Bufo bufo, Rana esculenta, Hyla arborea e Salamandra salamandra.

La fauna ittica autoctona è rappresentata da Esox lucius, Alburnus alburnus alborella, Tinca tinca e Anguilla anguilla. E’ presente naturalizzata anche Cyprinus carpio.
Le minacce del sito sono rappresentate dall’inquinamento dello Scolo Rialto che periodicamente tracima riversando gli inquinanti nelle vasche, da pulizie idrauliche troppo invasive, dall’eccessiva invadenza della nutria e soprattutto dalla presenza di una grandissima quantità di rifiuti solidi (gomma plastica, vetro, metalli, legno, etc.).

Gli interventi possibili e auspicabili sono: la pulizia delle vasche, l’eliminazione delle nutrie, la creazione di un percorso (anche mediante passerella sopraelevata) per favorire la fruizione del sito a scopo didattico e scientifico, la messa in opera di un capanno per l’osservazione dell’avifauna, la delimitazione ove necessario dell’area con recinzioni in legno, la posa in opera di pannelli esplicativi e illustrativi sulle presenze floro-faunistiche nel sito.


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